Sinderesi

Da una conferenza di Vito Mancuso

Esiste un’etica universale, per tutti gli uomini? Esiste un bene oggettivo che vale per tutti e che non dipende dalle circostanze oppure tutto comunque, sempre, dipende dalle circostanze? Se esiste, qual è? Come si riconosce? Chi lo può riconoscere?

La tradizione cristiana ritiene che l’etica sia radicata nella natura umana. Anzi, di più, consiste nella natura umana. Ed è per questo che ogni uomo può riconoscerla e questa capacità si chiama sinderesi. La sinderesi è esattamente la capacità luminosa della coscienza di riconoscere il bene anche a prescindere dal proprio interesse, dalle proprie circostanze, di sapere che stai facendo il bene o di sapere che non stai facendo il bene. E’ quello che classicamente si chiama “luce della coscienza o voce della coscienza”. Allora qualcuno diceva: “Hai perso il bene della sinderesi?”

Ogni uomo è in grado di vedere il bene comune e di praticarlo. Quindi esiste veramente una possibilità per gli uomini di essere nel bene comune, prima che di fare. Non è una questione di fare, ma di essere.

Esiste un documento della Commissione Teologica Internazionale che si intitola Alla Ricerca di Un’etica Universale, datato 6 dicembre 2008, abbastanza lungo, ma chiaro, è bello e dà tanta fiducia nella vita, nell’essere, perché fa vedere esattamente il bene in cui siamo radicati, la luce della coscienza.

Esiste un messaggio etico universale immanente alla natura delle cose e che gli uomini sono in grado di decifrare”.

L’uomo deve inserirsi in modo creativo e insieme armonioso in un ordine cosmico o metafisico che lo supera e che dà senso alla sua vita. Infatti tale ordine è impregnato di una sapienza immanente. E’ portatore di un messaggio morale che gli uomini sono in grado di decifrare”.

La persona umana, a differenza degli esseri che non sono dotati di ragione, è capace di valutare ciò che per lei è buono o cattivo. Questa insistenza sulla dignità del soggetto morale e sulla sua relativa autonomia si fonda sul riconoscimento dell’autonomia delle realtà create”.

L’azione morale si costruisce tenendo presenti sempre due pilastri. Questo è un concetto decisivo e importantissimo! Il primo pilastro sono i principi morali, il secondo è la conoscenza della situazione concreta. L’azione morale non è nient’altro che il ponte che collega questi due pilastri nel modo migliore possibile, per creare la migliore armonia, la migliore giustizia, il migliore benessere per la situazione concreta. Questa è la vera azione concreta che si pratica mediante la sinderesi, mediante la coscienza personale.

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